Erba porcellana o semplicemente portulaca.

Erba porcellana o semplicemente portulaca.

 

Erba porcellana o semplicemente portulaca.

 

Erba porcellana o semplicemente portulaca,arriva l’estate e arrivano delle piante spontanee crescono nei luoghi più insensati, nelle corti, ai cigli delle strade,negli orti,si propaga velocemente. La portulaca o erba porcellana ne è la principessa. Molto apprezzata nei tempi antichi tanto dimenticata nei tempi moderni tanto che negli ultimi anni se n’è persa memoria. Era considerarla comunemente un’erbaccia infestante degna solamente di essere estirpata, finché lentamente si è cominciato a riscoprirla per le sue proprietà. E molti di voi sicuramente come anch’io ogni tanto uso degli integratori, di sali minerali e vitaminici spendendo dei soldi per integrare  le carenze alimentari, senza sapere che grazie alle nuove scoperte e informazioni abbiamo a disposizione delle erbe considerate “erbacce” che ci vengono in aiuto  nel periodo opportuno.

La Portulaca oleracea è una pianta annuale di origine indiana, e da li si è diffusa in tutta Europa. Ma le sue proprietà medicinali erano già conosciute in Egitto fin dai tempi dei Faraoni, la si usava per curare il vomito, la diarrea, le emorroidi e le emorragie delle partorienti. I Romani come Plinio il vecchio, scrittore, naturalista, filosofo, comandante militare e governatore provinciale romano, la raccomandava per una miriade di applicazioni, sia per regolarizzare l’apparato digerente, sia perché “frena la libido e i sogni erotici”, cosa che evidentemente era molto apprezzata da un comandante militare per mantenere la calma fra le sue truppe. Ippocrate ne riconosceva le proprietà rinfrescanti, mentre Galeno sosteneva la sua efficacia contro mal di testa, mal di denti, infiammazioni e bruciore di stomaco.

Erba porcellana o semplicemente portulaca

Gli arabi, nel Medioevo, la chiamavano addirittura il “vegetale benedetto”, perché avrebbe guarito il piede ferito di Maometto. Solo recentemente  è ritornata quindi al centro dell’attenzione grazie alle sue proprietà.Una caratteristica che a ridato notorietà a questa Portulaca oleracea è stata la scoperta degli alti contenuti  di omega 3, cosa che la rende il vegetale più ricco di questa sostanza. Di conseguenza, è molto utile per ridurre i livelli di colesterolo cattivo, è un infiammatorio naturale, aiuta lo sviluppo cerebrale e il rafforzamento del sistema immunitario, rallenta l’invecchiamento della pelle ed è amico del sistema cardiocircolatorio. Ha ottime quantità di potassio (494 mg su 100 g) e di magnesio ( 68 mg per 100g). Nella Portulaca c’è anche una buona quantità di vitamina C. Contiene acido α-linolenico, possiede un elevato contenuto di proteina cruda e di polisaccaridi idrosolubili, una buona tolleranza alla salinità e una discreta capacità di accumulo di metalli pesanti.Abbiamo a disposizione la natura che ci aiuta a prevenire non dico curare certe patologie, basta fare quindi una passeggiata in campagna,nei prati ,lontano da fonti di inquinamento, o al mare e troveremo una quantità enorme di questa pianta. Inoltre è efficace per le persone che soffrono di diabete di tipo 2 e nella regolazione della pressione sanguigna, è un’importante fonte di antiossidanti (vitamina C e pro-vitamina A) che proteggono l’organismo dall’invecchiamento precoce, dal cancro, rafforzando le difese del sistema immunitario. È un diuretico che a dosi elevate risulta anche essere un lassativo.E sempre a motivo delle sue proprietà curative le navi che facevano lunghe traversate si assicuravano sempre una gran scorta di Portulaca perché per l’alto contenuto di vitamina C veniva somministrata ai marinai per combattere lo scorbuto.

Curiosità
Il nome botanico, deriva dal latino e significa piccola porta, derivato dal modo in cui si aprono i boccioli, mentre il nome arabo usato nel medioevo baqla hamqa che significa pianta pazza,faceva riferimento al modo in cui i rami si estendono al suolo senza alcun controllo.

In Arabia Saudita, Emirati Arabi e Yemen, sono coltivate diverse varietà di portulaca della sottospecie sativa. Negli Emirati Arabi la varietà coltivata è reperibile in molti negozi di ortaggi per essere utilizzata come insalata. Nelle regioni dell’Italia meridionale la portulaca, raccolta negli orti come spontanea, veniva venduta alla rinfusa da ambulanti durante gli anni 1950 – 1960. Nella medicina cinese tradizionale, la portulaca era utilizzata nelle tisane come sollievo contro dolori allo stomaco e al fegato.

La portulaca oleracea ha foglie succulenti, ossia dotate di tessuti chiamati parenchimi acquiferi. Grazie a questi tessuti riesce a immagazzinare una grande quantità d’acqua, creandosi delle riserve idriche durante i periodi di pioggia. In questo modo riesce a superare i periodi di siccità. Le foglie proprio per questo motivo, sono molto carnose.

È una pianta adatta a terreni poveri e compatti, sta bene al sole e non necessita di annaffiature frequenti. Infine, oltre a essere commestibile per le persone, la portulaca selvatica non è tossica né per i cani né per gatti.

Alcuni nomi nelle diverse regioni Italiane: in Liguria è chiamata purselana, in Lombardia erba grassa e in Sardegna barzellana. Nel Lazio è nota invece come purcacchia o purcacc, mentre in Calabria viene chiamata andraca o purchiacchia. In Campania, inoltre, ha ben tre nomi: pucchiacchèlla, purchiacchèlla e chiaccunella. E in Toscana viene chiamata perchiazza o sportellecchia.

Erba porcellana o semplicemente portulaca

In cucina
Raccolta come verdura o erba spontanea può essere usata in cucina a crudo. È sempre meglio scegliere i germogli giovani dal momento che quelli  più vecchi hanno un retrogusto amarognolo: in questo modo potrete gustare come crudité gli steli freschi e le foglie più ricchi di vitamine. Infatti, la portulaca è più saporita delle verdure e delle erbe comunemente usate più utilizzate per preparare le insalate, che arricchisce grazie a un sapore leggermente aspro e fresco che la rende ottima anche insieme ad altre erbette di campo e ortaggi.Può essere mangiata anche cotta e aggiunta nelle minestre, nei ripieni di pasta fresca, nelle frittate e negli sformati con la besciamella. Inoltre Ottima per insaporire torte, pizze o frittate, come condimento in un soffritto in padella con patate, cipolle e olio d’oliva, nelle zuppe o nelle vellutate apporta una gradevole nota rinfrescante. In Sicilia la preparano con patate bollite e cipolle al forno ma si preparano anche saporitissime frittelle impastando le foglie in una pastella di farina e acqua, che viene poi fritta, mentre in Calabria la si usa abbinata a sedano e aceto.basta avere un pò di fantasia  e creare dei mix di insalate  più corposa unendo alle foglie della Portulaca fagiolini, pomodori, rucola selvatica, cipolla e patate lesse, si può lessare semplicemente in acqua per poi condirla con olio e limone, si può utilizzare per frittate saporite, ma anche per ripieni di lasagne e ravioli.

Nel nord Europa Viene utilizzata cotta a vapore, sia saltata nel burro e fritta in pastella, sia nelle zuppe casalinghe per arricchire di aromi il piatto. Passata in padella con olio, cipolla, patate e ortaggi misti diventa un ricco secondo, velocissimo da preparare e genuino. Una sorta di ratatouille ancora più rustica. Un altro modo per usarla in cucina è conservarla sott’olio una volta sbollentata in acqua e aceto, da servire accanto a crostini, olive e cipolline in agrodolce per antipasto.

Contro indicazioni: riguarda i soggetti che soffrono di calcoli renali. La pianta, infatti, contiene ossalati, cioè sostanze che, in soggetti predisposti, contribuiscono alla formazione dei fastidiosi calcoli.

Un caro saluto da Enrico

Le informazioni contenute in questo blog sono di carattere generale e non intendono sostituire la consulenza fornita dal proprio medico o altro professionista sanitario. Nessuna affermazione è da intendersi come una raccomandazione su come trattare qualsiasi particolare malattia o condizione relativa alla salute. Contattare il medico o il professionista sanitario per eventuali problemi di salute.

Fast food e cibo veloce

Fast food e cibo veloce

Fast food e cibo veloce

Fast-Food-e-cibo-veloce

Quando si parla di fast-food e cibo veloce ci vengono in mente tutti quei settori che sono nati all’insegna del poco tempo per alimentarsi o per riempire la pancia in pochi minuti.

Non solo ristoranti ma anche carrozzoni veri e propri mezzi mobili dotati di tutto l’occorrente per servire i clienti mordi e fuggi o il cliente del Street food.Questo tipo di ristorazione  è cresciuto alla velocità dei funghi .Come il giorno prima non c’era un fungo nel bosco, il giorno dopo era riempio di funghi. Così  fino a qualche anno fa c’erano solo i noti Mac & C, ora si è sviluppato e propagato da nord a sud del Mondo questo tipo di alimentazione.
Il poco tempo e il “poco costo economico” è uno dei motivi di grande successo di questi esercizi.

Basta guardarsi attorno dal piccolo centro abitato alle città è un susseguirsi di ristoranti e pizzerie, piadinerie, kebab specializzate in questo cibo spazzatura.
Al giorno d’oggi c’è libera scelta, ma quello che la maggioranza non sa è che il denaro risparmiato ora  per alimentarti ti verrà presentato  in futuro dal tuo corpo con gli interessi  sotto forma di visite mediche e farmaci .

Fast food e cibo veloce

 Cibi pronti.

Oggi, nei tempi moderni l’alimentazione è stata portata alla esasperazione, sempre più cibi elaborati per catturare i palati dei clienti.
Quando si mangia fuori casa dobbiamo avere fiducia che gli ingredienti usati non siano preconfezionati e troppo elaborati.
A volte succede che i cuochi dei ristoranti utilizzino degli ingredienti per rendere il cibo più appetibile usando zuccheri, sale, aromi  alcol e grassi, cosi il senso del gusto viene sollecitato innescando un processo che con il tempo porta al sovrappeso.

Non solo, ora anche  la grande distribuzione organizzata contribuisce ad alimentare questo mercato introducendo cibo confezionato pronto all’uso, pizze, prodotti da forno, verdure condite con zuccheri e sale e salse.

Generalmente le persone che  si avvalgono  di questi pasti veloci hanno poco tempo a disposizione, pause pranzo veloci, mordi e fuggi, oppure  alcuni mangiano in piedi tra una telefonata e l’altra.
Così sia uomini e donne che  lavorano con turni stressanti e spezzati come in grandi uffici o nei centri commerciali,le nuove fabbriche disumanedove per esigenze economiche è di moda avere disposizione il personale  in base al flusso di clienti nelle ore di punta.

Tutto questo fa si che il tempo per cucinare pasti regolari rimanga poco, e alla sera quando si rientra a casa stanchi e svogliati diventa pratico acquistare cibi pronti, senza sapere esattamente il contenuto degli ingredienti.
Via nel micro onde velocemente, perchè si arriva affamati e si sbrana la prima cosa che capita sottomano tutto è condizionato da  quella specie di pausa pranzo che può soddisfare la gola di certo non soddisfa le esigenze delle cellule.

C’è una bella differenza tra cibi freschi e cibi riscaldati, tra verdure fresche o confezionate a volte sono meglio degli alimenti freschi  per casa surgelati al naturale.

Non solo mordi fuggi.

Il fast-food non interessa solo a chi lavora fuori ma una nuova generazione ed è quella dei giovani che se non educati nella famiglia ad una alimentazione equilibrata, ma lasciati liberi allo sbando si abituano a spizzicare e sgranocchiare snack, patatine, dolci, biscotti, imbottiti. di grassi e zuccheri.

Molti per non dire quasi tutti sanno che si devono fare 5 mini pasti per avere il controllo del peso accompagnato da una buona idratazione.
Pochi lo sanno che il cervello per recepire la sensazione di essere pieno, ci impiega circa 20 minuti e con i tempi moderni e poca masticazione uno si ingerisce un bue e questo giorno dopo giorno con l’altalenante sali scendi degli zuccheri e della insulina sparata a sproposito si arriva alla obesità.
Senza calcolare che piluccare e sgranocchiare in continuazione annulla il recettore della sazietà.

Fast food e cibo veloce

Cibo scadente prodotti scadenti.

Con la globalizzazione e gli allevamenti intensivi si è degenerato sulla qualità del cibo tutto a favore  del prezzo, ma chi paga il conto finale?

Provate (per chi mangia carne o pesce)  ad acquistare carne da allevatori di animali con mangimi naturali e noterete la differenza.
Acquisti un pollo di allevamento intensivo e non sai cosa ti sei mangiato assieme, certamente costano molto meno di quelli che vengono allevati all’aperto e in modo naturale.

La globalizzazione ha tolto le frontiere, basta recarsi in un centro commerciale o supermercato e trovi di tutto cibi e alimenti provenienti da ogni parte del mondo e devo dire che rispetto alle carenze di un tempo sopratutto nelle zone di montagna causate dalla scarsità e variazione di prodotti ora abbiamo degli eccessi e molte carenze.

Ok, una generazione se ne sta andando e non si è resa conto o pochi si sono accorti o hanno fatto finta di non sapere essendo nati poco prima o poco dopo la seconda guerra mondiale, avendo quindi sofferto la fame.Avendo vissuto in un tempo di prosperità, sviluppo e benessere economico si sono aggrappati al piacere della tavola non conoscendone le conseguenze, ma ora che le informazioni sono a portata di tutti questo non dovrebbe più accadere.

Le cattive abitudini accompagnate da cibi carenti ed eccessi portano dunque a degli squilibri sovrappeso, obesità,colesterolo,ipertensione arteriosa, diabete, ecc…ecc…

Tutto alle volte può  filar liscio fino ad una età 35-40 anni, poi il tuo corpo incomincia chiedere il conto.

Quindi quanto meglio investire ora per il futuro con degli alimenti che nutrono e non alimentano o riempiano la pancia a volte come citato soddisfino solo la gola.

Ora non vedi il risultato, dai per scontato che starai sempre bene.
Ora è tempo di prendere coscienza delle nuove informazioni.
Ora è tempo di essere più attenti.

Quando i bisogni cambiano, si possono modificare molti fattori, tra cui lavoro, l’attività fisica,oppure la sedentarietà,ma le buoni abitudini e lo stile di vita  devono rimanere l’obiettivo primario per una buona riuscita nel percorso terreno della vita.

 Ciao un saluto da Enrico e al prossimo post…

 

Le informazioni contenute in questo  sito sono di carattere generale e non intendono sostituire la consulenza fornita dal proprio medico o altro professionista sanitario. Nessuna affermazione è da intendersi come promotrice di un qualsiasi prodotto in particolare e tanto meno vuole essere una raccomandazione  su come trattare qualsiasi particolare malattia o condizione relativa alla salute. Contattare il medico o il professionista sanitario per eventuali problemi di salute.

Le patate  fanno bene o fanno male

Le patate fanno bene o fanno male

Le patate fanno bene o fanno male

In un tempo dove l’alimentazione viene posta al centro della attenzione anche questo tubero viene messo in discussione, le patate fanno bene o fanno male. Perchè questa considerazione? Viviamo in un periodo di tempo dove con un semplice clic abbiamo a disposizione un sacco di informazioni su quello che fa bene e ciò che fa male al nostro organismo. Le patate a detta di molti sarebbero la causa  dei vari mali della popolazione mondiale. La sua collocazione di carboidrato vegetale ad alto contenuto di amido la colloca fra una delle cause principali dell’aumento del peso e quindi delle conseguenze che ne derivano. Carboidrati = amido=zucchero.L’evoluzione della patata e il suo danno a livello fisico e nutritivo non era considerato e non consisteva prima degli anni 50- 60 del secolo scorso.Con l’avvento della tecnologia i i benessere si fece un uso sproporzionato di questo tubero elaborandolo e trasformandolo in vari surrogati e snack appetitosi molto gradevoli al palato. Tutti o quasi tutti hanno assaggiato nella propria esistenza una patatina  fritta, aromatizzata e confezionata nei vari formati sugli scalali dei negozi o acquistato confezioni surgelate di patatine precotte pronte per essere fritte in olio. Questo assieme all’evolversi dei tanti Fast-food e l’accompagnamento  di patatine e hamburger è la causa di demonizzazione della patata.Le patate sono il quarto prodotto agricolo più diffuso dopo il riso, il grano e il mais, che fanno parte della cucina mondiale. Questo significa che si tratta di un alimento base per molti piatti. Oltre a essere deliziose e facili da cucinare, le patate sono molto nutrienti ed hanno molte proprietà.

 Un pò di storia.

Le patate hanno origine circa 3.000 anni prima dell’avvento di Cristo presso la popolazione Incas dove venivano chiamate col nome papa.

Originaria delle Ande, la patata fu domesticata nella regione del lago Titicaca e divenne uno degli alimenti principali degli Inca, che ne svilupparono un gran numero di varietà per adattarla ai diversi ambienti delle regioni da loro abitate.

I primi europei a conoscere la patata furono i conquistadores spagnoli del Perù: la prima descrizione scritta della pianta risale al 1537. La patata giunse in Europa intorno alla metà del XVI secolo: è segnalata in Spagna nel 1573, un po’ più tardi nei Paesi Bassi e in Italia (allora possedimenti spagnoli), in Inghilterra nel 1588 (portatavi da Walter Raleigh), in Germania alla fine del secolo; in Italia venne chiamata tartuffolo o tartufo bianco. Presente nei giardini botanici, a lungo il suo rilievo nell’agricoltura e nell’alimentazione fu marginale, e veniva considerata un cibo adatto prevalentemente agli animali. La patata si affermò soltanto a partire dalla metà del XVIII secolo, quando il rapido incremento della popolazione in Europa, con l’aumento delle necessità di cibo, rese necessaria l’adozione di coltivazioni, come la patata e il mais, che avevano un rendimento maggiore rispetto ai cereali. La patata poteva infatti fornire una quantità di calorie di 2-4 volte superiore a parità di superficie coltivata rispetto al frumento, alla segale e all’avena; inoltre aveva tempi di maturazione minori.Non sapendo che andava cucinato veniva considerato un alimento tossico ao un alimento del diavolo per far ammalare le persone.Veniva considerato un alimento per gli animali.

Le patate fanno bene o fanno male

 

Le patate (Solanum tuberous, una solanacea, la stessa famiglia di pomodori, melanzane, peperoni, tabacco e… bacche di Goji) sono si una verdura (tubero), ma dovremmo considerarle prettamente come un amidacea in grado di fornire notevoli quantità di glucosio al nostro organismo.

Le patate, infatti, possono essere un ottimo sostituto di pane, pasta e riso, poiché a parità di carboidrati hanno meno calorie e più nutrienti. Trattandosi, inoltre, di carboidrati complessi e quindi a lento e graduale rilascio di glucosio nell’ organismo, possono integrare anche una dieta per soggetti diabetici.

 

Oltre alla presenza di molte vitamine, come A, B6 e C (con quantitativi, rispettivamente, di 2IU, 0,3mg e 19,7mg) le patate sono ricche di minerali necessari per il corretto funzionamento del nostro organismo, come il fosforo, il magnesio, il potassio, senza tralasciare il selenio e lo iodio. Tutte queste qualità fanno delle patate una valida alternativa per un piatto unico da consumare sia pranzo che a cena.

Patate e benefici

 

  • Diuretica- ricca di potassio  questo minerale combatte la ritenzione idrica bene
  • Combatte  i radicali liberi-aumenta le difese immunitarie.
  • Sedativa- Sono indicate contro la tosse di origine  nervosa e sono un toccasana per il sonno.
  • Ipertensione-le patate regolano la pressione arteriosa grazie al potassio.
  • anemia-essendo ricca di minerali tra cui eccelle il ferro aiuta le persone carenti di ferro.
  • Irritazione e scottature cutanee- pelata e tagliata a rondelle posata sopra gli occhi chiusi ridona vitalità ed energia.Sulla pelle irritata e con scottature allieva il dolore.

Controindicazioni ed effetti collaterali

 

  • Le Patate  oltre essere ricche di carboidrati fanno parte parte della famiglia delle solanacee sostanza contenente.La solanina è un alcaloide considerato potenzialmente tossico.ì,assunto in enorme  quantità La solanina è presente nelle patate e in altri ortaggi come arma di difesa contro i parassiti.Le reazioni del nostro organismo a fronte di un consumo eccessivo di cibi ricchi di solanina possono variare da persona a persona e possono dipendere dalla capacità di ognuno di tollerare questa sostanza. Le quantità maggiori di solanina si trova nelle patate con macchie verdi o buccia verde e nelle patate con germoglio. Gli effetti o controindicazioni possono essere:
  • Crampi Muscolari
  • Mal di Testa
  • Debolezza
  • Svenimento
  • tachicardia
  • nausea
  • vomito
  • diarrea

Le patate fanno bene o fanno male

 

Nel mondo possiamo trovare 3 Paesi che consumano moltissimo quest’ortaggio, stiamo parlando della Germania, della Russia ( La Vodka bevanda famosissima ad alta gradazione si sa è un liquore estratto dalle patate) e della Polonia. Le varietà più vendute e amate sono: la Bianca Dolce, la Desiree, la Charlotte etc.La conservazione ottimale in un luogo fresco e buio. Le patate infatti germogliano più facilmente con l’esposizione alla luce e al calore. Le patate andrebbero conservate in sacchi di tela, in cassette di legno o in scatole di cartone, sempre in un luogo buio.

Per concludere possiamo dire che la patata questo carboidrato demonizzato non è poi così malvagio, è l’uso smoderato e improprio che ne fa un cattivo alimento. La realtà: usato nelle giuste dosi e cotto in modo intelligente contribuisce al benessere del nostro organismo.

Un caro saluto da Enrico.

Le informazioni contenute in questo blog sono di carattere generale e non intendono sostituire la consulenza fornita dal proprio medico o altro professionista sanitario.

 

Grano tenero e grano duro ai nostri giorni

Grano tenero e grano duro ai nostri giorni

Grano tenero e grano duro ai nostri giorni

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Quando si parla di Grano tenero e grano duro ai nostri giorni, subito balza allA mente due tipologie di prodotto  pane e pasta. due derivati di  farine e due chicchi di grano diversi uno piccolo e tondeggiante l’altro un  grosso e lungo.  Con  il grano tenero, si possono costruire una infinità di prodotti e sue farine spaziano dal semplice pane, ai sui derivati dolci e salati  come torte, brioche pizze. Basta metterci un po di fantasia accompagnata dalla tecnologia  e gli scaffali dei supermercati si riempiono di tentazioni. Una delizia  per i golosi non a caso l’industria alimentare si sbizzarrisce a cercare sempre nuove ricette e nuovi formati. Le contro indicazioni sempliciin apparenza; si vedono guardandoci attorno.

Con il grano duro i si crea la pasta piatto principe in Italia. Con le sue caratteristiche organolettiche  e i suoi formati I mastri pastai Italiani sono i  numeri uno. La nostra pasta e rinomata ed esportata in tutto il mondo.Con il suo chicco vitro il grano duro per le sue caratteristiche non può essere chiamato farina. in Meridione con questo semolato si panifica  ne è famoso il pane di Altamura in Puglia. I paesi del Mediterraneo sono i maggiori produttori e utilizzatori del grano duro. I prodotti per cui questo viene utilizzato sono la pasta, il couscous, il bulgur ed il pane, ottenuti mediante quattro tecnologie completamente differenti. Queste tecnologie, che derivano dalla tradizione popolare, sono ampiamente sfruttate a livello industriale. Oggi è possibile trovare prodotti industriali ottimi accanto a quelli artigianali; inoltre la pasta, il couscous, il bulgur e il pane continuano ad essere fatti in casa.

Delle due tipologie più coltivate, il grano tenero è più adatto per la panificazione, essendo ricco di proteine, o glutine. Invece il frumento duro, contenente più amidi, si presta meglio per la trasformazione in pasta. Queste due specie di piante sono riconoscibili anche ad occhio nudo, data la loro differente conformazione: le spighe del grano tenero sono caratterizzate infatti da filamenti corti e da chicchi arrotondati e friabili, mentre le spighe del grano duro hanno un profilo più esteso ed allungato e cariossidi più solidi. La denominazione di questi due grani rispecchia dunque anche la loro reale consistenza. Un’ulteriore differenza tra il grano tenero e il grano duro riguarda le loro aree di coltivazione.

Il grano tenero predilige crescere in zone geografiche dal clima mite e in terreni fertili; viene perciò coltivato specialmente in regioni montane, nelle valli e in paesi dalle elevate altitudini. Il grano duro preferisce invece climi poco umidi e terreni argillosi e viene prodotto soprattutto nelle regioni meridionali e nelle isole; questo tipo di frumento ha inoltre una minore resistenza alle avversità ed una più difficile capacità di adattamento rispetto al frumento tenero.

Grano tenero e grano duro ai nostri giorni

Un po di storia.

 

Il grano, o frumento, è un cereale della famiglia delle graminacee e del genere botanico Triticum. Il grano è la parte principale di questa famiglia , non a caso la parola frumento viene associata  al grano ed è il secondo cereale più consumato al mondo dietro al riso. Risalendo la storia e andando agli albori possiamo dire che il grano era fonte di vita per le popolazioni di un tempo . Il grano o frumento è una pianta che può crescere un po’ dappertutto, anche allo stato selvatico. Il frumento è un dono universale, fondamentale per l’alimentazione dell’uomo, conosciuto già nella preistoria.

Sembra che tutto debba partire dall’Asia, in realtà in Medio Oriente la culla della civiltà.Probabilmente il cereale ha accompagnato la storia dell’umanità, ancora prima della scoperta del fuoco. L’’uomo primitivo si accorse che i chicchi erano più vantaggiosi di altri vegetali, perché nutrienti e conservabili.Quindi i primi agricoltori si dedicarono presto alla produzione del grano, organizzandosi in comunità.

Inoltre ha scoperto molto presto che dai chicchi della spiga poteva ottenere la farina bianca, un alimento gustoso che lo saziava e gli dava forza. Il frumento è stato coltivato fin dalla preistoria come ci dimostrano gli strumenti usati dagli uomini per raccogliere le piante, ricavarne i chicchi e ottenere la farina Il grano diventò il più importante cereale per i popoli antichi che vissero avanti Cristo; Di fatto Nel 3000 a.C. gli egiziani selezionavano già le tipologie di grano e mille anni dopo conoscevano il cereale come è oggi a loro va il merito di aver inventato le tecniche dell’impiego della farina come è oggi.

Essendo un chicco che si conservava bene  lo ammassavano in granai come scorta per i momenti di carestia.Non a caso nella Bibbia si parla della storia di Giuseppe con il sogno delle sette spighe grasse e sette spighe  magre. Con la carestia  Giacobbe si recò in Egitto al cospetto del Faraone per sopravvive a questa carestia.

In passato il frumento fu motivo di aggregazione degli uomini in società, per coltivarlo e per difenderlo dai ladrocini. Lo stesso Impero Romano si mobilitò per garantire alla città il rifornimento di grano, che sfamava anche la plebe.


Grano tenero e grano duro ai nostri giorni

La produzione di frumento tenero nel mondo:

La Cina, con circa 130 Mt (dati raccolto 2017) è il principale produttore al mondo, seguita dall’India (95 Mt), dalla Russia (82 Mt), dagli Stati Uniti (47 Mt) e dalla Francia (38 Mt).l’Italia è al 19 posto con(8 mt). In un anno, la produzione di frumento sul Pianeta arriva a quasi 700 milioni di tonnellate.

  • A differenza del grano tenero, che è coltivato praticamente ovunque nel mondo con esclusione delle aree tropicali, il grano duro è coltivato principalmente in tre bacini: quello Mediterraneo, nei Northern Plains tra gli Stati Uniti d’America e il Canada, e nelle aree deserte del Sud Est degli Stati Uniti e del Nord del Messico.
  • Esistono anche aree di minore importanza in cui il grano duro è coltivato tra la Russia e il Kazakhstan, in Australia, India e Argentina

In Italia con il suo clima temperato abbiamo 1/3 della superficie coltivabile a Grano:  al nord con la Val Padana la coltivazione di grano tenero è più praticata anche se copre solo  il 55% del bisogno nazionale.Il grano duro, che ha una resa inferiore al tenero, cresce meglio al Centro-Sud, in particolare in Puglia, dove il clima è asciutto e assolato.

Proprietà e benefici del grano

La farina contiene proteine (gliadina e glutenina) vitamine, sali minerali e fibre. La farina di frumento integrale è la meno raffinata e possiede una maggiore quantità di fibre ed è la più completa dal punto di vista nutrizionale.

L’amido e il glutine sono i principali componenti della farina di frumento. In questa farina sono anche presenti anche zuccheri, destrina, gomme, fosfati. Il grano duro contiene una maggiore quantità di proteine rispetto a quello tenero. 

Non va bene per i celiaci perché contiene glutine. “La celiachia o malattia celiaca è una malattia intestinale infiammatoria permanente, di tipo autoimmune. Si pensa appunto che la patologia sia scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti.

Altri esperti ritengono che il fattore principale del problema sia rappresentato dall’eccessivo consumo di prodotti del frumento.”

  • Acqua 11,50 g
  • Carboidrati disponibili 62,50 g
  • Zuccheri 3,20 g
  • Proteine 13 Grassi (Lipidi) 2,90 g
  • Colesterolo 0
  • Fibra totale 9,80 g
  • Potassio 494 mg
  • Ferro 3,60 mg Calcio 30 mg
  • Fosforo 330 mg
  • Magnesio 160 mg
  • Zinco 2,90 mg
  • Rame 0,40 mg
  • Selenio 3,80 µg
  • Vitamina B1 0,43mg
  • Vitamina B2 0,15mg
  • Vitamina B3 5,70mg
  • Vitamina A 2µg
  • Vitamina C 0m.

Quando si parla delle proprietà di un alimento si pala di un alimento integro con tutte le sue caratteristiche e non di alimenti raffinati, quindi integrale. Come per qualsiasi prodotto è un ottimo alimento ricchi di vitamine e fibre come quella A  chesi trova in particolare nel germe di grano. Invece la vitamina E e il complesso B sono più presenti nei grani integrali. Inoltre nei derivati integrali potrebbero stimolare le difese immunitarie e aiuta a combattere la formazione di tumori. Da indagini sulla dieta mediterranea, emerge che il cereale fornisce l’8% di calcio, indispensabile per le ossa. Ma il frumento offre anche il 30% del magnesio giornaliero, importante per regolare l’eccitabilità nervosa in rapporto ai muscoli. Quando si parla di dieta mediterranea e suoi benefici si parla di cibo integrale e questo sfugge alla attenzione dei più anche dei nutrizionisti.

Grano tenero e grano duro ai nostri giorni

Grano: controindicazioni e precauzioni.

Ecco che siamo arrivati agli effetti controindicati e demonizzati da molti nutrizionisti.Certamente essendo della famiglia di graminacea  e ricca di glutine  al glutine per queste persone è veleno. Una delle controindicazioni maggiori in questi ultimi 60 anni e stato l’apporto di una montagna di cereali raffinati, di cui il grano tenero e duro ne sono la causa e conseguenza delle malattie cardiovascolari diabete  ictus ipertensione insorte con l’assunzione di quintali di prodotti raffinati.  

Con i prodotti raffinati la glicemia sale in fretta, con forte risposta insulinica, e si abbassa dopo poco, incrementando la fame. In questo modo, è possibile incorrere in sovrappeso ed invecchiamento precoce, a causa dello stress ossidativo innescato.L’altalena degli zuccheri nel sangue è una delle cause di maggior effetto del sovrappeso. Gli stessi  alimenti cereali raffinati che riducono una persona in sovrappeso con le sue conseguenze,  integri quindi con tutte le loro caratteristiche e nutrienti aiutano il nostro corpo a rimanere in forma.

Per esempio  le fibre del grano rallentano l’assorbimento del glucosio a livello dell’intestino, controllando la glicemia. Inoltre, la crusca è in grado di ridurre il colesterolo “cattivo” e aumentare quello “buono”. Per il controllo del peso, il consumo di derivati del grano e derivati non raffinato comporta un’azione dimagrante. Infatti questi alimenti offrono un aumento del senso di sazietà e una diminuzione dell’assorbimento di sostanze.

Un caro saluto da Enrico

Le informazioni contenute in questo blog sono di carattere generale e non intendono sostituire la consulenza fornita dal proprio medico o altro professionista sanitario. Nessuna affermazione è da intendersi come una raccomandazione su come trattare qualsiasi particolare malattia o condizione relativa alla salute. Contattare il medico o il professionista sanitario per eventuali problemi di salute.

Alimentazione e lievito di birra e benefici.

Alimentazione e lievito di birra e benefici.

Alimentazione e lievito di birra e benefici.

Alimentazione e lievito di birra

Oggi andremo a scoprire assieme quali sono i vantaggi nell’alimentazione e lievito di birra e benefici. Possiamo dire nutrizione perchè il lievito che stò descrivendo non è il classico lievito che ben tutti conoscono cioè quello che si usa per la panificazione e derivati.
Inanzi tutto il lievito di birra è uno degli alimenti naturali conosciuti e più utilizzati fin dall’antichità per mantenere o ripristinare il benessere fisico.

Utilizzare lievito alimentare nella nostra cucina ha diversi vantaggi.

Un dei grandi vantaggi  è che  questo prodotto alimentare all’insaputa della maggioranza delle persone  ha una  grande concentrazione di vitamine.

B12, una vitamina molto importante di cui gran parte della popolazione è carente, in particolare chi segue una dieta priva di alimenti di origine animale. La B12 nel lievito é inserita come additivo al termine della sua fabbricazione.

Il lievito è un organismo vivente che forma colonie di singole cellule semplici classificate come funghi .

Cresce rapidamente finché le condizioni sono calde e umide, e mentre mangia cibo, emette anidride carbonica e alcol come sottoprodotti, questo processo è chiamato fermentazione.

Tali organismi traggono energia necessaria per le loro funzioni vitali,dalla parziale demolizione di sostanze organiche, che avviene grazie alla presenza nelle loro cellule, di una serie di enzimi e questa opera di demolizione da luogo di sostanze  utili o nocive.

La maggior parte del lievito di birra viene recuperato dopo l’uso nei processi industriali di produzione della stessa. Cresce in fusti contenenti grano, malto e luppolo,orzo.

Come una pianta, il lievito si nutre di questo terreno o brodo di coltura, e mentre produce alcol assorbe fattori nutrizionali che saranno poi utili all’organismo.

Rispetto agli altri funghi unicellulari il Saccharomyces Cerevisiae  o lievito che viene prodotto a uso alimentare da un punto di vista nutrizionale risulta interessante.

Allo stato fresco il lievito di birra è conosciuto per la colorazione giallastra,


Qualcuno potrà domandarsi se questo lievito è adatto alla panificazione e derivati la risposta è no perchè come scritto sopra viene disattivato con un processo di lavorazione leggermente diversa dal lievito di birra classico, è un lievito disattivato e quindi non affine alla fermentazione.

Si ottiene dalla lavorazione del lievito di birra “basso”, ossia prodotto a una temperatura fra gli 0 e i 5°C; il lievito di birra che si utilizza durante la panificazione, invece, quello in panetti, è tratto dal lievito “alto”, ossia prodotto fra i 15 e i 20°C.

Questo prodotto  essendo privo di zucchero e glutine va bene per i diabetici e gli intolleranti al glutine.

Il lievito di birra in scaglie non ha grosse controindicazioni se non per tutte quelle persone che sono intolleranti, ai lieviti .

Altre proprietà:

  1. basso contenuto di grassi e di sodio
  2. privo di zucchero e glutine
  3. contiene ferro ed amminoacidi essenziali per il buon funzionamento del nostro organismo.

Dove si può usare ?

Possiamo dire su moltissimi alimenti, in primis su tutti i cereali, se piatto asciutto come pasta, riso, orzo,farro,avena, per citarne alcuni, si può aggiungere al posto del grana grattugiato, una bella spolverata  e via.
Nelle minestre, qualsiasi tipo di zuppa messo a fine cottura, che per addensare.
Nei legumi, dai ceci hai fagioli, a qualsiasi leguminosa, in abbinamento con verdure cotte e crude,  ideale per le insalatone.

Per i vegani amanti del tofu e del seitan abbinato a delle verdure saltate come carote e zucchine da un tocco di aroma speciale.

Nelle crocifere ricche di calcio e antiossidanti il lievito in scaglie contribuisce ad un assorbimento maggiore dei suoi minerali.

Alimentazione e lievito di birra e benefici.

Questo alimento ha un gusto particolare tutto suo, assomiglia vagamente al grana, essendo un alimento secco si apprezzano le sue qualità con cibi umidi e mischiato con un pò di olio extravergine diventa molto molto gradevole.

Inoltre il lievito di birra è ricco di proteine, di  amminoacidi essenziali, minerali, tra cui potassio, calcio, fosforo, zinco, ferro, cromo, quest’ultimo, grande amico dei diabetici, regola e controlla gli zuccheri, nel sangue.

E che dire delle persone anziane sopratutto i maschietti, dove la carenza di zinco può avere delle conseguenze sul buon funzionamento della prostata?

E’risaputo da tempo che il lievito di birra  grazie alle sue proprietà contribuisce al rafforzamento dei capelli e unghie e aiuta ad avere una pelle luminosa.

Ci sarebbe ancora molto da scrivere sulle infinite qualità di questo prodotto, ma penso che queste siano sufficienti per incominciare ad apprezzare questo alimento ed integrarlo nella alimentazione  quotidiana.

Un caro saluto da Enrico

Le informazioni contenute in questo blog sono di carattere generale e non intendono sostituire la consulenza fornita dal proprio medico o altro professionista sanitario. Nessuna affermazione è da intendersi come una raccomandazione su come trattare qualsiasi particolare malattia o condizione relativa alla salute. Contattare il medico o il professionista sanitario per eventuali problemi di salute.

 

 

Vegetariano o carnivoro meglio la gallina o meglio l’uovo

Vegetariano o carnivoro meglio la gallina o meglio l’uovo

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Vegetariano o carnivoro meglio la gallina o meglio l’uovo

 

Questa linea di pensiero sarà sempre più fonte di interesse, per il benessere, ma sopratutto per la salvaguardia del pianeta, questo è il dilemma,fare o non fare, la differenza per il benessere del pianeta, quindi vegetariano o carnivoro meglio la gallina o meglio l’uovo. Questo il pensiero che dovrai porre in testa per il futuro tuo e dei tuoi discendenti.Tutto può essere abbinato a dei paradigmi comuni come;
è nata prima la gallina o prima l’uovo, questi dibattiti e paradossi si trascinano da parecchi anni e  possono essere soluzioni complicate da un certo punto di vista e molto semplici da un altro  punto di  vista, sono come l’uovo di Colombo  soluzioni semplici, solo dopo che qualcun’altro lo ha rivelato. A prima vista  sembrano impossibili da risolvere poi scoperta la semplicità puoi dire è tutto qui? Con la crescita esponenziale dell’umanità  7,8 miliardi di persone,raddoppiate, in soli 50 anni. Il degrado ambientale della terra  causato per vari motivi, uno fra essi, gli allevamenti intensivi, e di conseguenza lo sfruttamento del suolo. l’umanità deve cambiare  velocemente rotta sulla alimentazione se vuole continuare il suo percorso terreno. Qui non è in ballo la coscienza o cosa fa meglio, qui c’è in ballo la sopravvivenza dell’uomo. Detto questo esaminiamole diverse scuole di pensiero sul cibo.

 

Ci sono diverse scuole di pensiero sulla alimentazione la più battuta e comune è l’onnivoro o la persona che  mangia di tutto compresa  la carne, poi il vegetariano, il vegano, il crudista, il fruttariano e molte altre.

 

Da un punto di vista scientifico ed evolutivo l’umo e figlio di una trasformazione di un vertebrato che è uscito dalle acque e nei milioni di anni si è evoluto, tanto che nella parte finale della sua evoluzione l’uomo scimmia  o umanoide, e divenuto  uomo sapiens.

 

Questa è la teoria della evoluzione (Il darwinismo) che mette in risalto l’uomo primitivo ed evoluto  che  per poter sopravvivere doveva  essere astuto e crudele, questa  è una teoria difficile ed alimenta  il pensiero di chi sia nato prima  tra uovo e gallina con un gran dubbio ed è  quasi impossibile da risolvere.
Quanto più semplice una teoria della creazione dove tutto ha un filo logico, con questa semplice filosofia si può avere una soluzione anche quella dell’uovo di Colombo.
Semplicemente la  seconda teoria dice che l’uomo perfetto era stato predisposto per una alimentazione, vegetale.

 

Vegetariano o carnivoro meglio la gallina o meglio l’uovo

 

Questo punto di vista è semplice ma duro da digerire mentalmente per molti credenti, visto che tutto è stato creato per la delizia dell’uomo.

 

Con questa premessa si può iniziare l’argomento se l’uomo sia stato creato per essere carnivoro o vegetariano o addiritura  vegano.
Sicuramente nel primo millennio della vita umana  la terra ed il clima erano perfetti per un certo tipo di alimentazione,nel tempo  ci sono state  poi  delle variazioni climatiche  estreme e quindi esigenze diverse dalla  fase iniziale, tanto che l’alimentazione si è adattata a tali richieste.

 

Quale differenza dunque tra l’evoluzione e la creazione?

 

L’evoluzione propende si sa per del cibo che comprende di tutto, ma ultimamente si sta mettendo nella graticola  un’argomentazione sull’uso smoderato della carne e che tipo di proteina animale.

 

Alla domanda cosa si debba mangiare o cosa sia meglio per il corpo, molti non lo sanno spiegare.
La maggioranza non sa quale sia la differenza tra un apparato digerente carnivoro per ex di un felino e l’apparato digerente di un umano, o perchè ci siano delle componenti totalmente diverse tra l’intestino dell’uomo e quello degli animali carnivori.

 

L’uomo Adamo “che letteralmente significa tratto dalla terra rossa” per

 

la sua conformazione era stato creato per mangiare la vegetazione.

 

Ecco alcune differenze per ex il suo intestino lungo circa una decina di volte la sua statura  è una prova.

 

la dentatura composta di 32 denti  è stata formata  per masticare, non a caso abbiamo molari per tritare e canini appena appena evidenziati, di fatto dovremo masticare ogni singolo boccone 30 volte.

 

Si 30 volte,ci sono vari motivi per cui devi masticare così tanto per ottenere grossi risultati la prima è che una corretta digestione avviene con una buona insalivazione alcalina per predigerire il cibo.

 

Altre differenze tra uomo e carnivori

 

Gli animali a differenza dell’uomo hanno una saliva molto acida degli enzimi appositi molto potenti per digerire la carne, i carnivori hanno un tratto intestinale molto corto circa la metà di quello umano, per far transitare il cibo velocemente, perchè la carne a temperature di circa 40°fermentano velocemente creando dei gas intestinali potenti.

 

Gli animali mangiano carne cruda con il sangue , quale umano mangia carne cruda scondita con il sangue? Nessuno o pochissimi.

 

Vegetariano o carnivoro meglio la gallina o meglio l’uovo

 

I comandi erano molto chiari, tutta la vegetazione era a disposizione della coppia umana e degli animali, si anche gli animali si cibavano di vegetazione, non a caso i mammiferi più forti e resistenti sono erbivori come ; elefanti, bovini, giraffe, zebre, gli equini, gli ovini, per citarne alcune specie.

 

Devono passare circa 1000 anni perchè l’uomo mangi la carne.

 

Dobbiamo arrivare ad cataclisma mondiale raccontato in molte mitologie da quelle Cinesi a quelle sumere a quelle Atzehe Imca, cioè  al diluvio altra favola per alcuni, ma direi anche per molti credenti.

 

Cambia il clima cambiano le esigenze e in questo periodo si ha qualche documentazione dei primi carnivori.
Comunque più di 2000 anni fa c’erano dei filosofi greci ed insegnanti che  mettevano in risalto la differenza tra carnivoro e cibo.
Uno di questi e Plutarco vissuto tra il primo e secondo sec D.C.
Ci andava pesante e nel suo libro De esu carnium diceva che un carnivoro dovrebbe uccidere un animale a mani nude e mangiarne le carni come un felino o come fanno le bestie feroci. Invece quando è morto si mangia solo quando la carne e ben speziata  e cotta.
Certo se si ragionasse in questa maniera non ci sarebbero più tanti carnivori.

 

Penso per concludere che la nostra struttura sia paragonata a una eccellente macchina. Alla Ferrari non puoi dare una benzina scadente, batterebbe in testa  al motore col tempo creerebbe grossi danni. Cosi per il nostro corpo non puoi mettere del cibo spazzatura in continuazione, con il tempo i risultati si vedono.  Abbia bisogno di trasformare il cibo in energia e benessere ed il cibo vegetale è la prova evidente  che l’uomo è stato creato per una alimentazione che nulla aveva a che vedere con le proteine animali indistintamente dal tipo di animale, sia terreno che acquatico. Passano gli anni, passano i millenni, cambiano le esigenze,  cambiano le stagioni non cambia l’uomo ed intanto il tempo il tempo è limitato. Ora no c’è più tempo per decidere se vegetariano carnivoro. Ora è tempo di salvare il pianeta. Le scuole di pensiero sul cibo sono quasi infinite, il sentiero  su cui sta viaggiando l’umanità, e sconnesso e pericoloso si affaccia su un precipizio dove è facile perdere l’equilibrio e schiantarsi a fondo valle. Modificare lo stile di vita e alimentarsi in modo intelligente sarà l’unico rimedio per dare un futuro all’umanità.

 

Un caro saluto da Enrico

 

Le informazioni contenute in questo blog sono di carattere generale e non intendono sostituire la consulenza fornita dal proprio medico o altro professionista sanitario. Nessuna affermazione è da intendersi come una raccomandazione su come trattare qualsiasi particolare malattia o condizione relativa alla salute. Contattare il medico o il professionista sanitario per eventuali problemi di salute